L’8.12.1988 il Giorno pubblicava, su mia segnalazione, un articolo sulle barriere per i disabili.
“Paderno. Muoversi in carrozzina più facile solo in teoria. Gli “scivoli” per i disabili portano a nuove barriere”. Trascrivo alcuni passi perché la pagina del giornale è… ingiallita e riprodurla diventa poco leggibile.
“Alcuni marciapiedi di Paderno sono dei veri e propri percorsi di guerra per coloro che sono costretti a muoversi sulla carrozzina. …Un rapido giro per le strade di Paderno e ciò che afferma la signora è dimostrato. Prima tappa Via Italia, angolo viale della Repubblica. Lo scivolo per il transito delle carrozzine c’è, solo che non si riesce a capire come potrebbe essere usato visto che sul lato destro di Via Italia il marciapiede è stretto e in più è interrotto dagli alberi. l giardino che si trova in fondo a Via La Marmora: anche qui gli scivoli ci sono e i marciapiedi in questo caso sono percorribili, ma all’inizio dei viali pedonali che conducono al centro del giardino ci sono transenne che impediscono l’ingresso con moto e bici. Così al tempo stesso vietano il passaggio anche delle carrozzine. …”
L’articolo era corredato da una foto di Via Italia/Repubblica. Questo mio post è corredato dalla foto dei giardini di Via Lamarmora …scattata qualche mese fa. Niente è cambiato!
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sabato 21 maggio 2011
lunedì 9 maggio 2011
Rinnovo assicurazione on line.
Nell’aprile dello scorso anno mi è stata fatta una multa perché esponevo sulla mia autovettura il contrassegno assicurativo scaduto. Ho pagato la contravvenzione e ho scritto questa lettera alla mia assicurazione.
“Faccio seguito alla telefonata del 9 aprile con un Vostro operatore.
Con riferimento alla polizza in oggetto, nella documentazione inviatami "Come rinnovare" leggo:
"La informiamo che le coperture della nuova polizza saranno valide dalle ore 24 del giorno di pagamento. L’assicurazione, comunque manterrà valide le garanzie della polizza scaduta per i 15 giorni successivi alla scadenza, a condizione che il pagamento non sia avvenuto oltre il quindicesimo giorno”.
La mia polizza scadeva il 1 aprile, il 30 marzo provvedevo al pagamento, il 2 aprile ho ricevuto via mail la quietanza di premio con l'avvertenza di conservare sul mio veicolo l'intero documento in attesa di ricevere gli originali: al ricevimento di tali documenti avrei dovuto sostituire il contrassegno scaduto con l'originale del nuovo contrassegno. Nessuna avvertenza che circolando con un contrassegno scaduto sarei potuto incorrere in una infrazione del codice della strada!
Il giorno 8 aprile trovo sulla mia auto, che si trovava in un parcheggio sotto casa, un preavviso di accertamento infrazione al codice della strada per violazione dell' art. 181/1 in quanto "esponevo il contrassegno assicurativo scaduto".
Al Comando della Polizia municipale mi è stato detto che la quietanza serve solo a dimostrare la copertura assicurativa onde evitare una ulteriore forte multa; per il contrassegno scaduto la multa è automatica, anche se l'autovettura è ferma in un parcheggio.
Ma questa eventualità non è prospettata nella vostra informativa!
Anche se la quietanza fosse stata visibile dall'esterno, comunque il codice parla di "contrassegno scaduto" quindi, qualunque altra esibizione, non mi avrebbe evitato la contravvenzione.
Sapendomi coperta dall'assicurazione fino a dopo 15 giorni dalla scadenza, potendo esibire la quietanza di pagamento, e considerato che Voi stessi mi ricordate di sostituire il contrassegno scaduto al ricevimento dell'originale, ritenevo di essere in regola. Ora la sorpresa!
Nell'invitare i clienti al rinnovo della polizza perché questo ... particolare non viene adeguatamente evidenziato? Sarebbe nostra cura, in sede di rinnovo, calcolare anche i tempi tecnici del ricevimento del nuovo contrassegno, considerato che non si può accedere direttamente ai Vostri uffici.”
Nel giro di pochi giorni sono stata contattata telefonicamente da un operatore dell’assicurazione e, dietro invio delle ricevute di pagamento, risarcita dell’importo della contravvenzione.
Ho saputo in seguito che ero incappata in un vigile troppo zelante: con le assicurazioni on line è consuetudine attendere 15 giorni dalla scadenza prima di elevare contravvenzione.
P.s.: nel documentarmi sul Codice civile ho scoperto che si prende una multa anche se il tagliando dell’assicurazione non è posizionato sul vetro anteriore dell’autovettura; ne vedo parecchi sui finestrini laterali posteriori.
“Faccio seguito alla telefonata del 9 aprile con un Vostro operatore.
Con riferimento alla polizza in oggetto, nella documentazione inviatami "Come rinnovare" leggo:
"La informiamo che le coperture della nuova polizza saranno valide dalle ore 24 del giorno di pagamento. L’assicurazione, comunque manterrà valide le garanzie della polizza scaduta per i 15 giorni successivi alla scadenza, a condizione che il pagamento non sia avvenuto oltre il quindicesimo giorno”.
La mia polizza scadeva il 1 aprile, il 30 marzo provvedevo al pagamento, il 2 aprile ho ricevuto via mail la quietanza di premio con l'avvertenza di conservare sul mio veicolo l'intero documento in attesa di ricevere gli originali: al ricevimento di tali documenti avrei dovuto sostituire il contrassegno scaduto con l'originale del nuovo contrassegno. Nessuna avvertenza che circolando con un contrassegno scaduto sarei potuto incorrere in una infrazione del codice della strada!
Il giorno 8 aprile trovo sulla mia auto, che si trovava in un parcheggio sotto casa, un preavviso di accertamento infrazione al codice della strada per violazione dell' art. 181/1 in quanto "esponevo il contrassegno assicurativo scaduto".
Al Comando della Polizia municipale mi è stato detto che la quietanza serve solo a dimostrare la copertura assicurativa onde evitare una ulteriore forte multa; per il contrassegno scaduto la multa è automatica, anche se l'autovettura è ferma in un parcheggio.
Ma questa eventualità non è prospettata nella vostra informativa!
Anche se la quietanza fosse stata visibile dall'esterno, comunque il codice parla di "contrassegno scaduto" quindi, qualunque altra esibizione, non mi avrebbe evitato la contravvenzione.
Sapendomi coperta dall'assicurazione fino a dopo 15 giorni dalla scadenza, potendo esibire la quietanza di pagamento, e considerato che Voi stessi mi ricordate di sostituire il contrassegno scaduto al ricevimento dell'originale, ritenevo di essere in regola. Ora la sorpresa!
Nell'invitare i clienti al rinnovo della polizza perché questo ... particolare non viene adeguatamente evidenziato? Sarebbe nostra cura, in sede di rinnovo, calcolare anche i tempi tecnici del ricevimento del nuovo contrassegno, considerato che non si può accedere direttamente ai Vostri uffici.”
Nel giro di pochi giorni sono stata contattata telefonicamente da un operatore dell’assicurazione e, dietro invio delle ricevute di pagamento, risarcita dell’importo della contravvenzione.
Ho saputo in seguito che ero incappata in un vigile troppo zelante: con le assicurazioni on line è consuetudine attendere 15 giorni dalla scadenza prima di elevare contravvenzione.
P.s.: nel documentarmi sul Codice civile ho scoperto che si prende una multa anche se il tagliando dell’assicurazione non è posizionato sul vetro anteriore dell’autovettura; ne vedo parecchi sui finestrini laterali posteriori.
sabato 23 aprile 2011
L'ARCOBALENO
Il Rosso disse al Blu,
“Amico, come è possibile
che tu non preghi gioiosamente come me?”
Il Blu disse, in risposta,
“O Rosso, sapresti dirmi perché
non preghi mai così appassionatamente come me?”
Al Verde disse il Giallo,
“Perché mai amico mio
quando preghi non ti inginocchi ed inchini mai?”
Il Verde disse al Giallo,
“E questo lo chiami pregare?
Non è il modo appropriato”.
Poi vennero l’Indaco e l’Arancio
con diversi modi di pregare
vecchi e nuovi.
come spaventato.
Per tutti era un segreto in che modo pregasse.
“O colori”, disse allora Dio,
“Ciascuno di voi è mio, perché
senza la mia luce
non potreste brillare così.
Pregate come vi suggerisce il vostro colore
Non cessate mai di splendere.
Ho bisogno delle vostre differenze,
esse costruiscono il mio arcobaleno”.
Jill Slee Blackadder
venerdì 8 aprile 2011
Onorevole sarà lei!
Il 23.4.1992 scrivevo al Giornale:
“Caro Direttore, l’elezione a deputato di Vittorio Sgarbi e le sue ultime esternazioni invitano a sottoscrivere la proposta del signor Ulisse Razzetto di Livorno: Basta con gli “on.”.
Ricordo che i deputati radicali Bonino, Pannella, Faccio e Mellini avanzarono analoga richiesta in una seduta parlamentare del luglio 1978. Risultato della votazione: “Presenti e votanti: 383, maggioranza 192. Voti favorevoli 60; contrari 323. La Camera respinge”.
Qualcuno ci vuol riprovare?”
Ci ha riprovato la Lega. Dal Giornale del 18.6.92:
“La Lega Nord ha presentato alla Camera dei deputati una proposta di legge per l’abolizione del titolo di onorevole. Proposta presentata dall’on. Irene Pivetti e sottoscritta anche da Umberto Bossi. La proposta di legge è composta di un unico articolo che specifica: “E’ soppresso l’uso dell’appellativo di “onorevole” riferito ai deputati, ai senatori e ai consiglieri regionali, anche cessati dalla carica.”Il comunicato della Lega Nord precisa che la proposta è conseguente “alla luce del vasto coinvolgimento di personalità politiche nella vicenda di corruzione e tangenti milanesi, culminata nella richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di diversi parlamentari”.
Alberto Bertuzzi affermava che esiste la “Camera dei deputati” non la “Camera degli onorevoli”. Non riesco ad immaginare come la definirebbe oggi….
mercoledì 30 marzo 2011
La tariffa bioraria
Scusate l’assenza: sono stata impegnata in un trasloco. Riprendo commentando questa "lettera al Corriere della Sera del 7 gennaio 2011".“Arriva la bolletta elettrica bioraria. Dicono che risparmieremo; bene, ci crediamo. Certo che sarebbe bello riuscire a capirlo da soli leggendo la bolletta. Ci ho provato parecchie volte ma ho sempre dovuto rinunciare sconsolato. C’è qualcuno che ci è riuscito?”(lettera firmata)
Anch’io ci ho provato, e sono riuscita a capire… che non risparmieremo, ma pagheremo di più.
E’ vero che la tariffa serale e festiva è ridotta, ma nelle altre ore è aumentata. E poiché è nelle ore diurne che si verifica il maggior consumo di energia elettrica, (impianto di riscaldamento, condizionatore, elettrodomestici vari) non vedo il risparmio. Concentrare l’utilizzo di alcuni elettrodomestici nelle ore serali si rischia di far saltare il contatore, e di sicuro anche i nervi e il sonno dei vicini.
giovedì 24 febbraio 2011
Manutenzione impianto termico di riscaldamento
Come tutti affido la manutenzione del mio impianto di riscaldamento ad una ditta autorizzata che mi rilascia regolare “Rapporto di controllo tecnico”, soprattutto per quanto riguarda il controllo fumi e il rendimento di combustione, certificando che “ai fini della sicurezza l’impianto può funzionare”.
E invece no!
Il controllo di un tecnico sul mio libretto di impianto ha rilevato che alcuni valori scritti sul “Rapporto di controllo tecnico” non rientravano nella norma; quindi il mio impianto ai fini della sicurezza NON poteva funzionare.
Per la ditta di manutenzione avrei dovuto essere io a capire che i valori rilevati erano fuori norma; per l’Ufficio Tecnico del mio Comune non è di sua competenza segnalare questo problema ai cittadini sui tanti opuscoli sul “Controllo e manutenzione degli impianti” che si distribuiscono, in quanto il mio “è un caso isolato”.
Non capisco e non mi adeguo; cosa dovrebbe fare il cittadino? Chiedere la consulenza di un altro tecnico affinchè controlli la validità dei dati trascritti dal manutentore?
Io me ne sono accorta, ma quante disgrazie succedono e… poi si cercano i responsabili?
E invece no!
Il controllo di un tecnico sul mio libretto di impianto ha rilevato che alcuni valori scritti sul “Rapporto di controllo tecnico” non rientravano nella norma; quindi il mio impianto ai fini della sicurezza NON poteva funzionare.
Per la ditta di manutenzione avrei dovuto essere io a capire che i valori rilevati erano fuori norma; per l’Ufficio Tecnico del mio Comune non è di sua competenza segnalare questo problema ai cittadini sui tanti opuscoli sul “Controllo e manutenzione degli impianti” che si distribuiscono, in quanto il mio “è un caso isolato”.
Non capisco e non mi adeguo; cosa dovrebbe fare il cittadino? Chiedere la consulenza di un altro tecnico affinchè controlli la validità dei dati trascritti dal manutentore?
Io me ne sono accorta, ma quante disgrazie succedono e… poi si cercano i responsabili?
giovedì 10 febbraio 2011
In ricordo di Alberto Bertuzzi
"Un uomo è la sua vita. E la vita di un uomo resta impressa nella memoria di chi lo ha conosciuto". Sono le parole scritte dal giornalista Giorgio Medail presentando il libro "60 ritratti di Alberto Bertuzzi", a un anno dalla sua morte (10 febbraio 1988). Sessanta ritratti scritti da giornalisti, personaggi pubblici e politici vari.Tutti ne hanno scritto con parole di ammirazione e con l'auspicio che: "Con qualche Bertuzzi in più, le cose da noi, almeno in alcuni settori, andrebbero meglio" (Maurizio Costanzo). E ancora: "Che accadrebbe, cari lettori, se ne imitassimo l'esempio?" (Indro Montanelli). Piero Angela concludeva: "Lui ha fatto la sua parte. A noi tocca fare la nostra".
Alberto Bertuzzi ci ha lasciati tanti anni fa ed è stato dimenticato, soprattutto dai tanti giornalisti e personaggi pubblici che avevano dato risalto alle sue battaglie civiche. Bertuzzi riceveva migliaia di lettere da cittadini che sollecitavano il suo intervento per la risoluzione di problemi. Nel mio profilo mi definisco "sua discepola". Ho aperto questo blog - che porta il suo nome - come una testimonianza di riconoscenza.
Vorrei non essere la sola!
Alberto Bertuzzi ci ha lasciati tanti anni fa ed è stato dimenticato, soprattutto dai tanti giornalisti e personaggi pubblici che avevano dato risalto alle sue battaglie civiche. Bertuzzi riceveva migliaia di lettere da cittadini che sollecitavano il suo intervento per la risoluzione di problemi. Nel mio profilo mi definisco "sua discepola". Ho aperto questo blog - che porta il suo nome - come una testimonianza di riconoscenza.
Vorrei non essere la sola!
domenica 6 febbraio 2011
Le scuole a Cassina Nuova
lunedì 24 gennaio 2011
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo
In questi giorni di grandi dubbi ho trovato tra le mie carte queste parole di Madre Teresa di Calcutta.
.
"Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni. Però ciò che è importante non cambia, la tua forza e la tua convinzione non hanno età. Dietro ogni successo c'è un'altra delusione, dietro ogni linea di arrivo c'è un'altra linea di partenza. Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo. Non vivere di foto ingiallite, insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni. Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te. Fai in modo che invece che compassione ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai più correre, cammina veloce.
Quando non potrai più camminare veloce, cammina.
Quando non potrai più camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai."
Mi mancava ciò che facevo e per questo ho aperto il mio blog.
domenica 9 gennaio 2011
La certificazione medica dei lavoratori in malattia
Durante le festività natalizie molti netturbini di Napoli si sono ammalati.
Alberto Bertuzzi nel suo libro “La Costituzione comoda” – anno 1981 – a pagina 104 così scriveva:
Quale imprenditore, ovviamente esperto di questo problema, debbo tuttavia osservare che in pratica si lamentano gravi carenze nel comportamento dei medici convenzionati all’INAM e nei corrispondenti controlli medici degli ammalati sospetti di assenteismo abusivo.
Carenze che iniziano con una certificazione medica di malattia incompleta e nella quale per esempio non si precisa se l’ammalato abbia o meno facoltà di uscire dalla propria abitazione per cure specialistiche, né, quando questa facoltà sia concessa, viene indicato l’orario per l’uscita.
Alcuni medici, poi, nella quasi totalità delle loro certificazioni, concedono la libera uscita all’ammalato.
Questo ed altro ho potuto accertare in un’indagine svolta nella mia società sulle certificazioni mediche di un intero quinquennio.
E come mi sono regolato? Molto semplicemente ho segnalato alla Magistratura penale tutti i casi di sospetta connivenza del medico con il lavoratore assenteista. E con quale risultato? Che nell’azienda l’assenteismo è sceso a percentuali fisiologiche: al di sotto dell’1% per gli operatori d’ufficio e del 3% per gli operai d’officina.
Il garantismo deve assicurare la dignità e la libertà dell’uomo, non la licenza per comportamenti disdicevoli, anzi, disonesti.”
Carenze che iniziano con una certificazione medica di malattia incompleta e nella quale per esempio non si precisa se l’ammalato abbia o meno facoltà di uscire dalla propria abitazione per cure specialistiche, né, quando questa facoltà sia concessa, viene indicato l’orario per l’uscita.
Alcuni medici, poi, nella quasi totalità delle loro certificazioni, concedono la libera uscita all’ammalato.
Questo ed altro ho potuto accertare in un’indagine svolta nella mia società sulle certificazioni mediche di un intero quinquennio.
E come mi sono regolato? Molto semplicemente ho segnalato alla Magistratura penale tutti i casi di sospetta connivenza del medico con il lavoratore assenteista. E con quale risultato? Che nell’azienda l’assenteismo è sceso a percentuali fisiologiche: al di sotto dell’1% per gli operatori d’ufficio e del 3% per gli operai d’officina.
Il garantismo deve assicurare la dignità e la libertà dell’uomo, non la licenza per comportamenti disdicevoli, anzi, disonesti.”
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